martedì 20 maggio 2008

Dannata pioggia!

Pessima giornata! Veramente pessima!
Già ieri mi ero beccata un'usciata d'acqua, come si suol dire dalle mie parti, di proporzioni storiche. E oggi poi, mattinata da cancellare. Tempo orrendo, pioggia a catinelle, mi sveglio e mi preparo adeguatamente: ombrello alla mano, scarpe relativamente resistenti all'acqua, felpona calda e confortevole con cappuccio tipo porta aerea così da esser sicura che per lo meno coperta ero coperta. Apro il portone e mi tuffo nel fiume cittadino. Raggiungo rasente i muri la fermata dell'autobus e mi strizzo sotto il tettino insieme ad altre trenta persone come minimo. Un tempo del genere impedisce anche solo il pensiero di raggiungere l'università a piedi. Scorgo l'autobus in lontananza e mi preparo ad affrontare la folla che spintonerà ovunque pur di farsi spazio e salire per primo al riparo della pioggia. Ecco che arriva l'autobus, è quasi alla fermata, arriva...e passa oltre! Non si è fermato! Era così stracolmo che ha preferito proseguire perchè tanto non ci sarebbe entrato neanche uno spillo. E insomma, i minuti passano, l'umore comincia a vacillare, e l'autobus successivo non arriva. Chiaro. Quando piove le città si bloccano. Quindi riapro l'ombrello e rassegnata mi dirigo a piedi verso l'università. Cambio posizione all'ombrello a seconda del vento, mi destreggio tra i fiumi in piena che passano lungo i marciapiedi, salto atleticamente le gigantesche pozze pur non possedendo un traghetto tascabile. Ormai le scarpe erano un pò bagnate, ma tutto sommato ero già a circa una cinquantina di passi dalla porta della facoltà e mi ero mantenuta discretamente asciutta, un risultato più che notevole, se non che...SPLASH!!! Un emerito imbecille passa a tutta velocità a tre centimetri dal marciapiede con la sua gippona da deserto, e chiaramente io mi trovo proprio proprio nella traiettoria di tutti i caldi e puliti schizzi causati dal veloce passaggio della mega ruota all'interno della incommensurabile pozza vicino al marciapiede. Risultato: pantaloni da strizzare, scarpe che perdono acqua ad ogni passo, ossa ghiacciate dall'umido improvviso, mota e fango a rallegrare il vestiario. E' uscita un'imprecazione, ebbene sì, anzi, anche un paio sarò onesta. Con l'umore profondamente irritato entro in aula facendo uno strano suono con le spugne che mi ritrovo come piedi e grondando acqua qua e là al mio passaggio. Mi siedo e puntuale tipo orologio svizzero scatta l'aria condizionata. Eh sì, perchè noi siamo avanti, siamo pieni di tecnologie e comodità, siamo all'avanguardia tra le università: teniamo l'aria condizionata a partire da fine marzo anche se fuori fa un freddo bubbone e la temperatura è scesa di dieci gradi in una notte, perchè noi amiamo il brivido dello studio!
Passate le quattro ore di lezione (aula vuota tra l'altro, il tempo ha scoraggiato i più), esco e chiaramente, indovinate un pò? sta ancora piovendo! Nel frattempo i vestiti mi si erano ghiacciati addosso, le scarpe si erano irrigidite e il nervosismo raggiungeva livelli allarmanti. Comunque peggio di così non poteva andare no? E quindi con estrema rassegnazione mi dirigo a piedi verso casa sempre sotto una pioggia scrosciante, perchè tanto ero già bagnata come un pulcino, non aveva senso tentare di prendere l'autous. Di nuovo manovre di destrezza nel traffico umidiccio e...PATAPUNF! Cado! Già! Evidentemente non avevo calcolato bene l'ennesimo salto atletico dell'ennesima pozza di proporzioni cosmiche. Tra l'altro avevo i piedi da strizzare e quindi l'aderenza delle suole sul fango non è stata di sicuro il massimo.
Nel restante tragitto per raggiungere casa fate conto che la gente mi guardava come fossi stata una sorta di sfollata: bagnata fino al midollo, spalle cascanti a dimostrazione della rassegnazione, umore nero, sguardo di fuoco.
Bella la pioggia, sì. Quando è estate e dopo un quarto d'ora esce il sole e ti asciughi. Bella la pioggia, sì. Quando sei davanti al fuoco e vedi il diluvio universale dalla finestra.
Stasera aspirina.
Dannata pioggia!!!

9 commenti:

Giovenale Nino Sassi ha detto...

Bellissimo !!! preso dal racconto ti ho seguita .... e mi hai regalato 10 minuti di allegria.
Grazie!

Caterina ha detto...

Bè mi fa piacere! Sono sfigata però simpatica dai! :-D

Giovenale Nino Sassi ha detto...

Sfigata ? e perché ?... possiedi un sano umorismo e nella vita conta.
Frequenti un corso di studi impegnativo …e, nonostante i professori ….diventerai dottoressa, forse una ricercatrice. Il futuro è davanti ed è tuo.

Jemfri ha detto...

Povera Cate...io oggi ho avuto più fortuna, grazie alla sveglia sono uscito di casa alle 11:30, mentre spioveva e i bus erano vuoti...

Federica ha detto...

io odio la pioggia perchè ho gli occhiali... e mi tocca guardare il mondo a pallini!

Caterina ha detto...

Come ti capisco Federica! Anche io di solito porto gli occhiali, però vista la giornata avevo ben pensato di mettermi le lenti a contatto. Almeno una cosa buona della giornata...

Sergio ha detto...

Ciao Caterina, spero che il raffreddore ti abbia abbandonato..purtroppo negli ultimi tempi quando piove diluvia..ci mancano solo gli uragani..un abbraccio (però quando ti sei asciugata eheh) ;)
FEDERICA: devi montare i tergicristalli sugli occhiali :) io fortunatamente ci vedo anche senza e se devo uscire a piedi quando piove non li metto proprio

La Lunga ha detto...

non male anche la tua avventura sotto la pioggia! :) mi hai fatto tornare in mente quando pioveva e ancora studiavo a firenze che il 3 non poassava mai... che brutti ricordi!

Caterina ha detto...

@la lunga: guarda lasciamo stare gli autobus di firenze, che ieri ho aspettato il 14 per 25 minuti! uno strazio!