Giorni difficili e stancanti quelli appena trascorsi. Giusto per iniziare settembre col ritmo necessario. Alla fine s'è sfangato anche il secondo anno! Ho durato più fatica del previsto e non tutto è sempre andato come desiderato, ma sono sempre qui, che resisto e che proseguo con tenacia. Se poi a braccetto con lo studio ci sono amicizie che diventano ogni giorno più forti e addirittura amicizie che risbucano dal passato con sorpresa, direi che, a conti fatti, i pro e i contro di questo secondo anno di medicina si compensano tra di loro.
Sono stata un pò irrequieta e sonnambula ultimamente: colpa dello stress pre esame. Sono tornata a Firenze ieri con i nervi a fior di pelle e un mal di testa da paura, sonno arretrato sulle spalle e la sfiga chiusa a chiave in valigia. Una giornata un pò di merda insomma quella di ieri. Ma in treno ho trovato un vecchio amico e subito sono ripartita col piede giusto. Non lo vedevo da tempo. Siamo cresciuti insieme nel pulmino della scuola e abbiamo condiviso la stessa collina per anni. Poi è partito. E' un girellone, ma di quelli seri. A ventidue anni si sta per laureare ed è in procinto di prendersi il suo secondo anno sabbattico. Un idolo insomma, quel genere di idolo che ammiri non tanto per quello che ha fatto, ma piuttosto perchè ha avuto il coraggio di fare quello che desiderava, di realizzare quel genere di sogni che rimangono dentro un dannatissimo cassetto per anni, se non per tutta la vita. La fa sempre facile lui. Ti butta lì una proposta impossibile e per un attimo ti convinci che questa volta sarà quella giusta, ma sì, chi se ne frega insomma, è l'ora di farlo! Ti ricorda che il mondo è immenso e la vita è lì ad aspettarti, ovunque, in qualsiasi istante, piena di meraviglia anche nel peggiore dei momenti. Poi lui parte, e tu rimani indietro perchè riesci a trovare in pochi secondi decine di buoni motivi per rimanere.
E forse non lo rivedrò fino al prossimo incontro casuale in un treno. O forse lo raggiungerò in India... in entrambi i casi sarà sicuramente un'esperienza che varrà la pena vivere.