giovedì 29 dicembre 2011

Ci sarà da divertirsi!

Ancora i piani per il mio tirocinio in Australia sono vaghi. Però già nella preparazione ci sono state scoperte interessanti su questo lontano Stato.
Per prima cosa: la casa che affitti può essere completamente vuota, deserta, con nemmeno le palle di polvere che rotolano. Ma l'armadio c'è sempre!!! Paese che vai, usanze che trovi.. senza dubbio.
C'è chi nell'annuncio per trovare inquilini ti informa che, chiaramente, vive con la sua anatra: "I have 2 dogs & cats and of course my duck". Mah..
Ho annunciato con orgoglio nella pratica per il visto che "No, non ho mai partecipato a tratte illegali di persone". Non mi hanno chiesto niente però a riguardo del tratto illegale di organi umani. Che mica è la stessa cosa eh.. Speriamo bene via!
Dopo aver indugiato un secondo ho infine risposto, sempre nella pratica per il visto, che "Sì, mi impegno a rispettare i valori e le leggi dell'Australia durante il mio periodo di soggiorno". Il mio indugio non era tanto sullo scegliere Sì piuttosto che No, quanto sul fatto che esistesse la possibilità di scelta.
Fra pochi mesi vivrò nel domani, e già mi scappa da ridere! 


venerdì 16 dicembre 2011

Erano fratelli

Sparatorie a Firenze, a due metri da casa, giusto la piazza dietro l'angolo.
Ho avuto una lunga conversazione con Eddie, non so se vi ricordate, il vu cumprà della zona. Stava parlando con il "collega" che stende braccialetti, fazzoletti di carta e portacellulari davanti al bar dei siciliani. Vedendomi mi è venuto incontro:
Eddie: "Ciao sorella dottoressa!"
Caterina: "Buongiorno Eddie, come stai?"
E: "Ora molto meglio grazie"
C: "Perchè eri malato?"
E: "No, ma stavo male. Hanno ucciso due fratelli"
C: "Ah, cavolo Eddie è vero! Mi dispiace. Proprio un brutto momento"
E: "Ancora sto male. Perchè quando ho sentito bum bum sono scappato, non ho aiutato. Erano fratelli"
Abbiamo camminato insieme per un po'. Lui è nigeriano, non senegalese, ma poco conta..

giovedì 1 dicembre 2011

E ora? Era l'ora!

Mi sono appena svegliata qua a Cracovia e mi giunge la notizia, improvvisa: hanno scoperto Il Mafioso!
Su Facebook il link all'articolo rimbalza sulla bacheca di tutti gli studenti di Medicina e Chirurgia di Firenze: Il Vecchiaccio, detto ancora piu' amichevolmente Il Mafioso e' stato denunciato!

BUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA

Evasore TOTALE, niente meno, da ben 12 anni, 1300 testi scientifici fotocopiati per un valore di 80.000 euro.
Fortino per gli studenti di Medicina che tentano di risparmiare sui costosissimi tomi da studiare, Il Vecchiaccio e' sempre stato un nostro punto di riferimento, un consigliere burbero e maleducato, ma allo stesso tempo saggio, colmo di esperienza trentennale sui libri di anatomia, patologia, fisiologia ecc. Entravi in questo sgabuzzino di negozio, tre metri per tre, la vista ti si appannava un attimo dal fumo di sigaretta, i polmoni ti si riempivano dell'odore della carta e dell'inchiostro delle fotocopiatrici che, instancabili, a qualunque ora del giorno, fotocopiavano e fotocopiavano e fotocopiavano.
Si risparmiava un bel po', senza dubbio. Sapevamo che era illegale, ma che diamine, ogni tanto un brivido nella vita ci vuole o no? Quando poi contrattavi il prezzo, la sigaretta fumante appoggiata sul bancone, gli occhi stretti a fessure, quel tono di voce roco che si ritrovava il Vecchiaccio, sembrava proprio di essere stati catapultati sul Boardwalk di Atlatic City durante il proibizionismo.
"Mettilo nello zaino prima di uscire. E se qualcuno te lo chiede, non l'hai comprato qui".
Da ora in avanti ci tocca fare a meno dei suoi libri fotocopiati.
Machissenefrega! Mi stava anche sulle palle Il Mafioso. Gli sta bene che la Guardia di Finanza l'ha scoperto!
Una cosa pero' mi manchera' senza dubbio; quel cartello appeso alla porta, con su scritto a caratteri cubitali: QUI NON SI FANNO FOTOCOPIE.

p.s. Scusatemi per gli accenti, ma sto usando una tastiera polacca e, ve lo posso dire? Fa caha!

mercoledì 26 ottobre 2011

Tra gossip e bistecca: Abilmente 2011


Se anche quest'anno ringraziamo rischiamo di diventare ripetitivi. Quindi ho deciso che il post dedicato ai quattro intensissimi giorni di Abilmente 2011 sarà dedicato ai saluti!
Salutiamo subito la porchetta del bar al primo piano (e sotto sotto, diciamocelo, ce l'hanno copiata dalla Festa del Ricamo!!!).
Salutiamo, proprio proprio di cuore, lo spigolo del comodino che mi sono infilzata nell'occhio mentre dormivo. Ormai che siamo in tema di albergo salutiamo anche l'agnellino dell'Elena, la BBC World News, l'acqua fredda, la televisione austrica, l'AC, l'NH e tutte le altre possibili combinazioni delle lettere dell'alfabeto.
Salutiamo gli evergreen della fiera: dal torinese di Rakam alla Roberta. Ah, aspettate! Non l'abbiamo salutata nemmeno quest'anno la Roberta; ce lo dobbiamo mettere come memo... Non dimentichiamoci poi di salutare il signor Fu, esperto tessitore italo-cinese che però stranamente non è di Prato. Un saluto e un bacio alle dirimpettaie di stand.
Salutiamo vivamente il carnarolo e la tessera del Roadhouse!
Salutiamo con coro da stadio la vittoria del Padova contro il Vicenza.
Non dimentichiamoci di salutare i pancali del Bartolini: anche se non vi siete fatti vedere abbiamo parlato tanto di voi.
Come, come non salutare il rosmarino e quella Appleholic dell'Ilaria! Salutiamo Dawson, lo spogliarello di Giulio e la chiave del magazzino.
Un caro saluto anche al signore che ci voleva appioppare la moglie.
Un calorosissimo e doverosissimo saluto a tutti/e coloro che hanno partecipato al concorso Un kit un'idea di CasaCenina, alle vincitrici, alle bambine che hanno comprato il loro primo kit e cominceranno a ricamare, a tutti i lavori esposti in mostra. Soprattutto uno. Salutiamo le giurate, le amiche delle giurate, e il marito della Maria Concetta, che fa sempre piacere salutare.

Che più dire, dopo tutti questi anni di convivenza nella nostra adorata casa? Ospitiamo il mondo intero, i complimenti che riceviamo ci fanno addormentare sereni, per farci svegliare poi la mattina seguente pronti di nuovo a lavorare, impacchettare e spedire. Un po' di casino c'è; ogni tanto si litiga, come in tutte le famiglie, ma poi passa. Come si aspetta il Natale per scartare i regali insieme ai parenti, così noi aspettiamo la prossima fiera per stringervi la mano. Voi che siete il nostro regalo.
E il prossimo anno: tutti in camper a Vicenza!!!

sabato 24 settembre 2011

Ma sarà possibile?!?!


Allora, chi caspita è questa incompetente? Tale Maria Soave, presentatrice in erba del tg1. Chi la raccomanda? Ma soprattutto, chi le ha dato un titolo di laurea? Ammesso che sia laureata, si intende.
Come il 98 % delle persone che parlano in televisione, non becca un accento giusto che sia uno: aperto quando ci vuole chiuso e chiuso quando ci vuole aperto. Ma ho già spiegato la mia indisponenza a riguardo in un precedente post.
La tipa però, come se i già citati errori non bastassero, non è nemmeno in grado di pronunciare la differenza tra "è" (verbo essere, indicativo presente, terza persona singolare) ed "e" (congiunzione).
Non è possibile essere giornalista e non essere a conoscenza di questa differenza fondamentale della nostra lingua!

domenica 7 agosto 2011

Bentornata a 'Rezzo

Il "vigile" della pista di atterraggio, quello con i paletti fosforescenti che fa segnali ai piloti, manda a quel paese il comandante del mio aereo che ha parcheggiato fuori dalle linee bianche. Tipico gesto italiano, un braccio che parte dal basso e si dirige in alto, un'esperta rotazione del polso, mano aperta con dita chiuse, in direzione del coglione di turno. Sono in Italia, sono tornata a casa.
Ma ciò non basta.
Seduta su uno scalino in piazza Sant'Agostino, racconto le mie avventure ad alcuni amici. Giro lo sguardo intorno e mi deprimo: 24 ore prima ero nella spiaggia di Ipanema, Rio de Janeiro. Adesso sono ad Arezzo, nelle sicure abitudini della mia vita, sono tornata a casa.
Ma ciò non basta.
Abbandono la fila per prendere la rosticciana (if you don't know it, google it) e passo in gelateria. L'accento chianino mi schiaffeggia. Il Babbo parlando della Figlia: "Hadetto un' lovòle 'lgelato". La Mamma: "M'emporta 'nasega, lo vojo io".
Questo è un sano e genuino "Bentornata a 'Rezzo".

Brasil, no meu coração

Sono stata cinque settimane in Brasile. Quattro in un ospedale di Vitoria, Espirito Santo, una tra Rio de Janeiro e aeroporti.
Ci sarebbero così tante cose da dire, da raccontare. Per la maggior parte di ambito medico, cose che probabilmente interessano una ristretta parte di persone. Ma ce ne sarebbero anche molte altre. Solo che non so da dove cominciare.
Potrei iniziare con un'analisi oggettiva dei luoghi che ho visitato: gli stati di Rio de Janeiro, Espirito Santo, Minas Gerais. Le città sono orrende. Ebbene sì. Arichitetti che dovrebbero andare incontro a cause legali per aver sciupato la Natura perfetta e imponente del tropicalissimo e fantastico Brasile. Architetti senza alcun tipo di senso estetico, che non conoscono il significato di Bellezza; architetti ignoranti e con gli occhi foderati di prosciutto. Giudizio troppo presuntuoso da parte mia? Lasciatemi dire che me lo posso permettere. Nata e cresciuta nel cuore della Toscana, sarò anche piena di difetti, avrò un accento alquanto buffo, ma la Bellezza mi circonda. Ergo posso giudicare senza avere una laurea in Belle Arti.
Sotto le braccia della brutta (esteticamente brutta) seppur affascinante e piacevolmente inquietante statua del Cristo Redentore di Rio, mi sono domandata come mai mi sarebbe risultato così difficile tornare a casa, dopo più di un mese. Io che non avevo mai trovato un posto migliore di Casa mia. Sono giunta alla conclusione che ancora non l'ho trovato. Semplicemente questa volta ho trovato persone migliori di quelle di Casa mia. E' una sensazione difficile da spiegare: passeggi a Copacabana e, non si sa bene come, non ti curi affatto degli obrobriosi palazzi che la fiancheggiano; sei risucchiato nell'atmosfera creata dai brasiliani, popolo proveniente da tutto il mondo, che ha portato con sè, dalle diverse terre di origine, solo una cosa, il buon umore. Un'allegria che ti contagia e che ti entra dentro. Non ti serve nient'altro per vivere bene. E una volta che l'hai conosciuta, che hai imparato a riconoscerla, te la ricorderai per sempre. Ipocrisia, maschera, o semplicemente verità, in un Paese in cui o sei ricco ricco o sei povero povero, sono tutti contenti. Forse sì, è solo facciata, un'arma di difesa, ma se anche solo recitano, lo fanno dannatamente bene.
Sempre dal punto di vista oggettivo, consoliamoci: l'Italia è una potenza. Nonostante i tempi che corrono, siamo ricchi, siamo potenti, siamo invidiati. Ma ci tiriamo la zappa sui piedi, crogiolandoci nell'autocommiserazione. Proverò a distribuire in giro l'allegria che ha affittato a tasso non variabile il mio cuore, e se anche molti momenti delle settimane passate in Brasile svaniranno, un ricordo rimarrà vivido: abbracci e sorrisi di sconosciuti che sono diventati fratelli, con il sottofondo di un ritmo eterno di samba.