domenica 20 giugno 2010

On the road

Abbronzata me ne ritorno a casa nuotando nel diluvio. E’ stata bella e soleggiata la settimana passata a girovagare per tutto il Salento. Nonostante il mare freddo marmato ho fatto il bagno tutti i giorni, per principio. Accompagnata da un buon libro (veramente ottimo tra l’altro, Ninna nanna di Palahniuk, ve lo consiglio) sono andata con i miei genitori alla scoperta dei più insulsi e fantastici paesini nel sud della Puglia. Nominate il più recondito centro abitato della zona e io ci sono stata. Passando in mezzo agli ulivi ti ritrovi davanti a un castello, entrando in un ristorante a caso mangi meglio che mai, parlando con persone appena incontrate sai già che le conosci. Perché alla fin fine tutto il mondo è paese, e io che sono cresciuta proprio in un paese mi rendo conto di come sia facile, viaggiando, ritrovare un pezzo di casa ovunque vai. Certo ci sono posti più belli di altri, persone più simpatiche di altre, ma sempre e comunque ti rimane qualcosa dentro che arricchisce i tuoi ricordi e i tuoi pensieri. E allora può darsi che la prossima volta che chiedo un’indicazione stradale mi venga in mente il finanziere in divisa che mentre ci spiegava quale direzione prendere ha risposto al cellulare: “Sì mamma”, e mi dirò nuovamente che però queste cose succedono solo in Italia. Magari fra qualche anno rileggerò il Verga e ripenserò alla signora del bar che ci faceva tutti i giorni il caffè e che ha spiegato alla vicina di casa, no, non l’ho visto il tuo tavolino, ma mi hanno detto che la tromba d’aria lo ha portato giù al fiume. Rileggerò il Boccaccio e mi rivedrò davanti agli occhi il cameriere che prende per il culo la milanese stressata “Sì signora, glielo porto fruttato il vino”. Rileggerò il Manzoni, e la folla che assale il forno perché vuole il pane si mescolerà alla folla che inveisce contro il maxischermo in piazza perché vuole quel benedetto gol che non riesce ad arrivare. Perché è vero che tutto il mondo è paese, e se devo dirla tutta questo nostro paese, tra tutti quelli che ci sono al mondo, è quello che mi piace di più. Anche se votate Lega, non tifate Padania.

martedì 25 maggio 2010

Festa del Ricamo 2010


Sono stata redarguita per la mia letteraria latitanza internettiana e di ciò chiedo venia. Inutile far finta di cercare scuse, non ne ho; se mancano ispirazione e voglia si può anche evitare di scrivere post. Ma quando arriva l'evento dell'anno bisogna rimboccarsi le maniche e buttar giù almeno due righe. E quale mai potrà essere il più grande evento del 2010? Non l'Inter che vince la Champions, nè la nascita di Nathan Falco, e neppure (ahimè) la series finale di Lost (... e qui ci asteniamo dai commenti ...). Sto parlando chiaramente della Festa del Ricamo, che raggiunge la quarta edizione grazie all'entusiasmo del popolo ricamino.
Vogliamo peccare di presunzione? Direi di sì! Siamo stati bravi! Ci sono stati difetti, è vero, e anche grossolani, ma sono quasi convinta che nessuno a parte noi se ne è accorto. Ciò vuol dire che...sì, siamo stati proprio bravi!
Come è mio solito esulo dai tecnicismi del punto croce e del ricamo, anche perchè non saprei che dire (Ilaria, tranquilla, non sei l'unica a Casa Cenina a non aver mai impugnato il fatale ago ^_^). "Sparlerò" invece delle ospiti di quest'anno, assegnando la Matassina d'Oro per:
- l'incredibile somiglianza con la cugina di mia madre a Sharon!
- le pazienti spiegazioni a Patrizia!
- la miglior risata a Marie Suarez!
- cross stitch globetrotter a Nicoletta!
- l'ottima cultura telefilmiana a Maria Concetta!
- il più lontano paese d'origine a Jennifer!
Detto questo, passiamo ai premi seri: medaglia d'oro plus a Maria Concetta che ha portato il marito (l'unico di quest'anno, un inchino al signore per favore); la gita omaggio alla torrefazione della Illy a Nicoletta; una confezione di melatonina da 60 compresse per smaltire il jet lag a Sharon e figlia; l'edizione speciale di Una piccola Ilaria per te, tascabile, multilingua, per traduzioni istantanee a Marie Suarez; coperta d'autore per il più fantastico accento di sempre a Jennifer; last but not least, sorriso d'oro ricoperto da tenere stoffine alla simpaticissima Patrizia.
I ringraziamenti di quest'anno (in rigoroso ordine d'importanza...ehm alfabetico!) per: la succulenta porchetta, che a quanto dice Sandro non è stata mangiata, è stata fumata; la gallina di Franco (il Pacco) che in base alle voci giunte in redazione è stata di fondamentale importanza nella riparazione degli stivali; la nevicata di polline, che ha reso ogni starnuto ancora più romantico; la lucertola spiaccicata sul cartellone della Festa che ha deliziato il buffet finale; l'ape di Giulio; l'esperta guida dell'Elena per le strade del centro aretino.

Non ci avete capito niente? Non sapete di cosa ho parlato finora? Non importa, sono sicura che le Cenine invece capiscono e approvano i premi assegnati. Perchè in fondo questo post l'ho scritto principalmente per queste Cenine pazzarelle, per continuare a mantenere quel sorriso che le caratterizza anche nei duri giorni di lavoro della Festa del ricamo, per ringraziarle, e per dirgli che se molte di loro mi hanno conosciuto quando ancora ero piccola, è anche grazie a questi anni passati insieme che sono diventata grande.
Abbiamo cominciato senza sapere bene dove si stava andando, la nostra famiglia è cresciuta a poco a poco e le nostre braccia sono sempre più aperte per accogliere ricamine e ricamini da ogni dove. Non siamo più solo un sito, assomigliamo proprio a una casa, e non si deve più parlare di username o account, è meglio dire amici.
"Ci leggiamo prossimamente" (???).
Caterina

domenica 31 gennaio 2010

Centro Assistenza


Centro Assistenza TIM: "Buonasera, sono Michela. Come posso aiutarla?"
Caterina: "Sì, buonasera. Volevo bloccare una scheda SIM perchè il telefono cellulare è stato perso."
Michela: "Qual è il numero di telefono?"
C: "Il numero è 338899xxxx"
M: "Si tratta di un telefono aziendale, signora?"
C: "Sì, è intestato a ç°S°ç€=/ S.a.s."
M:"Va bene, attenda un momento per favore"
C: (...)
(...)
(...)
(...)
(...)
M: "Guardi signora, questo non è di mia competenza. Dovrebbe chiamare da numero fisso il 119 e chiedere il blocco della SIM"
C: "Ma guardi che io sto chiamando con il numero fisso il 119."
M: (...)
C: "Ho usato il telefono fisso di casa, ho telefonato al 119 e ha risposto lei"
M: Tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu.
O_o

sabato 2 gennaio 2010

Ultimo dell'anno a Budapest!!!


Con la febbre!!!
Ebbene sì...gran bella vacanza. Porterò sempre nel cuore i miei quasi tre giorni di rincoglionimento della fine del 2009, giorni di gulash, pioggia e zapping tra i canali ungheresi. Quei pochi minuti che ho messo il naso fuori di casa mi hanno comunque permesso di apprezzare questa particolarissima città, controversa e insolita.
Gli unici veri momenti che mi sono goduta sono stati nella mattina del primo gennaio. Mi sono infatti svegliata molto presto, dato che la sera prima mi ero addormentata piena di coperte poco dopo la mezzanotte (sono quasi convinta sia stato l'inno nazionale/funebre cantato dal popolo alle 00.01 a darmi la botta finale), e me ne sono andata a "visitare" finalmente la città!
La mattina del primo giorno dell'anno l'atmosfera è sempre molto particolare: c'è poca gente in giro per strada, per lo più anziani e famiglie con bambini piccoli; chi ha aspettato l'alba per andare a dormire è ancora nel mondo dei sogni. I negozi sono tutti chiusi, tranne quelli per turisti, e sono stati proprio i turisti a colpirmi maggiormente. A parte il fatto che noi italiani ci riconosciamo a chilometri di distanza, e tutt'ora, dopo anni di viaggi in giro per il mondo, non sono riuscita a cogliere quella caratteristica dominante che ci contraddistingue; sarà l'abbigliamento? la faccia? il casino? Mah... comunque sia, vedi queste coppiette che gironzolano in qua e in là, con le occhiaie sotto i piedi, che visitano le ultime cose segnate sulla guida e che non avevano fatto in tempo a vedere, già pronte ad assaporare un bell'espresso nel bar sotto casa, tanto fra due ore salgono in aereo (ed è per questo che si son svegliati così presto, sennò col cavolo che li vedevi col naso all'aria). Gli uomini con le mani in tasca strascicano i piedi dietro alla partner che instancabile entra ed esce dai negozi di souvenir perchè si era dimenticata di comprare un pensierino al cugino di terzo grado e alla moglie del fratello della dirimpettaia della madre. Le strade sono più linde che mai, dato che sono state ripulite accuratamente, da neanche due ore, da tutte le bottiglie e il sudiciumiaio dei festeggiamenti. Questa pulizia sembra quasi un monito, un suggerimento per tutti i buoni propositi che ci siamo fatti per questo 2010 che è appena cominciato. Un pulito che ti fa respirare come se tu fossi in un mondo nuovo, lo spazio intorno a te si espande, la città risplende e tu sei pronto a sguazzare ed esplorare felice l'anno che viene.
Poi ci pensi bene e ti rendi conto che è un giorno come tutti gli altri, semplicemente il primo.

lunedì 14 dicembre 2009

Meglio farsi due risate...


Qualche giorno fa mi sono svegliata nel cuore della notte. Ridevo. Non mi ricordo bene cosa caspiterina stessi sognando, fatto sta che ho aperto gli occhi e mi son ritrovata a sghignazzare della grossa.
Ero con degli amici, qualcuno, chissà chi poi, e uno di loro ha fatto una battuta. Tutti gli altri hanno cominciato a ridere. Io ci ho messo qualche secondo per intuire l'ilarità della situazione e alla fine ho colto anche il senso di quello che era stato detto. Doveva proprio essere una battutona se addirittura le risa mi hanno scosso così tanto da svegliarmi.

Gran strana cosa i sogni, gran strana cosa il sonno. Quel momento in cui sei solo tu, anche se condividi il letto con qualcuno, quando la giornata si rannicchia in un angolo della mente, pronta a rompersi in una miriade di gocce che scivolano sull'immensità del pensiero. Le gocce ti appannano il cervello, il respiro ti riscalda il cuore, e non si sa bene come, dormi. Tante cose possono accadere in una notte, vivere la storia del mondo intero, riscrivere la tua stessa vita, gridare di paura, e a quanto pare anche ridere a crepapelle. Qualsiasi cosa sia successa, mi ha fatto piacere, mi ha fatto star bene, stupidamente e ingenuamente bene. Se qualcuno sente per caso Sigmund in questi giorni gli chieda per favore cosa mai tutto ciò possa aver significato.
Peccato solo che non mi ricordi la battuta del secolo!

sabato 24 ottobre 2009

Il primo fuoco di stagione


L'ho acceso poco fa.
Un buon momento per il primo fuoco di stagione: un pigro sabato pomeriggio di fine ottobre; fuori il sole è pallido e il vento profuma già di novembre.
Sono andata a prendere la legna e l'ho sistemata per bene nel camino; ho sfregato il fiammifero ed ecco che è partita la timida fiamma. Viene quasi voglia di dire che si fa arte ad accendere il fuoco, posizionare la legna al meglio e appallottolare la carta per avviarla alla cenere; un'arte primitiva, passionale, distruttiva nel suo calore. Le cimici che abitavano nella canna fumaria sono cadute a decine sul campo di battaglia, soffocate. C'è una sadica gioia nel vederle agonizzare; avevano scelto male il loro rifugio autunnale.
Il profumo della legna che brucia ha già pervaso la casa, pronto a sistemarsi comodo e rimanervi per i prossimi mesi.
Oramai il fuoco ha preso, le fiamme danzano nelle loro mille e mille forme, dischiudendo sogni e immagini, preludio dell'inverno che sta per arrivare.

mercoledì 7 ottobre 2009

Diagnostichiamoci!


Stai male? Al pronto soccorso c'è troppa fila? Non riesci a trovare un dottore? Le infermiere cazzeggiano davanti alla macchina del caffè?
Non ti preoccupare! Da ieri, in più di duecento ospedali d'Italia, è partita l'iniziativa Diagnostichiamoci! grazie alla quale potrai elargire la tua qualsivoglia sintomatologia direttamente al muro e risponderti da solo! Per ogni diagnosi azzeccata dal paziente stesso, in regalo un posto letto nel corridoio. Pesca a caso nella scatola delle matite colorate: il colore estratto sarà il codice per l'accettazione del pronto soccorso (è severamente vietato barare). Se non mangi da ore, comincia a piangere (a disposizione un personal trainer per migliorare la tua performance) e forse l'infermiera ti darà addirittura una flebo di fisiologica.
Non ci vedi? Ti sei ustionato il braccio? Hai una gamba tagliata in due? Diagnostichiamoci! interverrà N.O.W. (Never Or Whenever). Un'occasione da non perdere!
I tuoi parenti e amici non sanno come passare l'eternità in sala d'attesa mentre partecipi al nostro gioco ospedaliero? Diagnostichiamoci! ha pensato anche a loro! A disposizione e in esclusiva nelle più buie ore della notte:
-terapia di gruppo, per incazzarsi insieme;
-lezioni di stretching, per accamparsi meglio sulle sedie;
-club del libro, viaggio nella cultura popolare da "La Locandina" a "City", per mantenersi informati;
-parole crociate al microfono dell'accettazione, in palio il numero del cercapersone del dottore di turno;
-"Proverbi e Frasi Celebri Contest", rivisitazione soggettiva e tematica della saggezza degli avi e delle persone famose (i vincitori della prima edizione all'Azienda Ospedaliera-Universitaria di Careggi - AOUC - Firenze, nella giornata del 6 ottobre sono stati: terzo posto per A dottor donato non si guarda in bocca; secondo posto per Finchè la barella va lasciala andare; e medaglia d'oro per Chi trova un chirurgo trova un tesoro).

In particolar modo a Firenze, siamo a vostra disposizione 24/7. I nostri collaboratori vi aspetteranno con il numero della salumeria all'ingresso del pronto soccorso. Per maggiori informazioni contattateci al 666118.
AOUC: il vostro servizio, per la vostra salute.