venerdì 17 ottobre 2008

Detti, espressioni e proverbi aretini


Quande baturla è lo zi de Poppi ch'ha finito 'l vino e barulla le botti.
Ch'acechi si 'n'è vero!
La gente è strana: chiede l'ocio e pu vol la nana.
Quande Lignano mette 'l capello, Aretino piglia l'ombrello!
Me f'è onco!
Se' come il portiere della chiassa: che se butta quando è passa...
Piega piega m'artrovai l'urecchio pien de rena.
Unn'arguvisco.
'Sta pettata ull'avetto!
Tata se come l'ampillozza dell'acqua santa..c'entufano tutti.
Te s è biuto 'l cervello...e'n te s è tolto la sete...
Si ulla smetti passi da Buscheto!
S'è fino come una palata de concio sul muso.
La colpa unnè mica la tua è la mia che me ce confondo con te.
Sa di da ndà?

mercoledì 15 ottobre 2008

Il calzino per strada...

Vi è mai capitato di trovare per terra, mentre camminavate, magari accanto al marciapiede o in un angolo della strada, un calzino? Sono quasi sicura di sì...
Perchè esistono i calzini spaiati abbandonati per la strada? Come è possibile? Mah...

domenica 12 ottobre 2008

Tanti auguri a me!


E oggi raggiungo quota 20 anni! Sono anche passati 516 anni da quando Colombo scoprì l'America, proprio il 12 ottobre! Fatto di cui sono sempre andata fiera!

Ho finalmente messo le foto del viaggio a Valencia. Le trovate in fondo al blog.

Buona domenica!

sabato 11 ottobre 2008

Memorie di Adriano


Memorie di Adriano, scritto da Marguerite Yourcenar, è uno dei capolavori del ventesimo secolo. Poesia, storia e filosofia si mescolano sapientemente nel racconto della vita di uno dei grandi dell'antico impero romano, Adriano, imperatore saggio e pacifico, amante dei viaggi e della vita, adoratore dell'amore e della cultura. Adriano si racconta, descrive la sua storia piena di felicità e dolori, riflessioni e passioni, lasciando i suoi pensieri al successore, Marco Aurelio.
Scritto in prima persona, Yourcenar si immedesima così bene nella figura di Adriano che non sapendo in anticipo chi sia effettivamente l'autore del libro, si potrebbe quasi affermare di star leggendo una traduzione diretta dal latino delle memorie messe nero su bianco proprio dall'imperatore prima della sua morte. La costruzione del periodo, le parole scelte, mai casualmente, rispecchiano a pieno gli standard di scrittura latina, e affascina la capacità con cui la grande scrittrice ha saputo usare così naturalmente la lingua morta tradotta in moderna.
Ciò di cui si racconta è senza tempo, dall'amore alla politica, dal viaggio per questo mondo variopinto e pieno di sorprese al viaggio della vita, mutevole, ingannevole, insostituibile.
Memorie di Adriano è uno di quei libri che è necessario leggere più di una volta, a distanza di dieci o quindici anni, perchè racchiude tra le sue righe le verità della giovinezza e della vecchiaia. A ogni lettura parole nuove e nuovi orizzonti appariranno al lettore, dischiudendo l'eternità di un libro che ha aspettato la vita intera della Yourcenar prima di essere scritto.

Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t'appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più... Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti...

martedì 7 ottobre 2008

Un inchino all'Ikea

Salve! Era un pò che non scrivevo qualcosa. Sono stata impegnata in effetti. L'università è ricominciata e mi è anche presa voglia di studiare (ogni tanto accadono miracoli)! Sicuramente questa svolta è dovuta al fatto che oramai mi sono completamente ambientata qui a Firenze, conosco molta più gente dell'anno scorso, si sono formati i gruppi di studio, le lezioni (e i professori) sono più interessanti, la prossima settimana comincerò basket al CUS (Centro Universitario Sportivo). Tra l'altro è un corso misto, maschi e femmine...ci sarà da ridere!!! Ma soprattutto, ho scoperto la biblioteca. Dovete sapere che esattamente otto giorni fa ho studiato per la prima volta in vita mia in biblioteca. A parte il fatto che in venti anni di esistenza mi era capitato solo due volte di farci giusto giusto una capatina, ma poi non mi serviva a niente andare a studiare in biblioteca perchè a casa mia ad Arezzo c'era ancora più silenzio che in un'aula studio, quindi qual era lo scopo? Invece adesso ci vado proprio volentieri e ho incrementato lo studio (che prima non era poi così intensivo a Firenze). Ci sono poi tutti i vari libri di cui ho bisogno, tra atlanti di anatomia e tomi vari, internet, la macchinetta per il caffè e il bagno. Mi ci potrei trasferire in sostanza ahah! No, trasferire no...manca l'estathè argh!
Son qui a farmi le varie arterie e vene, e ieri sera mi è capitato di vedere la puntata di Grey's Anatomy (ma Izzie che voce acuta ha in italiano??? Incredibile!) ed ero elettrizzata! Non so se l'avete vista ma ogni tanto saltava fuori un'arteria. Le sapevo tutte, nome per nome, diramazione per diramazione, terminazione per terminazione!! Piccole soddisfazioni della vita eheh.

Oggi ho fatto una pausa dallo studio e ho accompagnato la Simona e la Giorgia all'Ikea perchè dovevano comprare alcune cose per il loro appartamento. Rimango sempre sorpresa da queste "gite". A parte la geniale pubblicità "Ti piace la busta gialla? Comprane una blu" per la quale meriterebbero il premio di infida psicologia di persuasione e inganno...ma quanta gente c'è sempre all'Ikea??? E' martedì oggi, pieno giorno lavorativo, alle quattro di pomeriggio (neanche a dire la gente è uscita dal lavoro): Ikea stracolma! Effettivamente alcune cose sono convenienti. Per esempio ho preso un cuscino COMODISSIMO che quasi mi addormento solo a guardarlo, a soli 9,99 euro...10 euro via. Ma quello che soprattutto mi affascina è la fauna umana: l'arte dell'acquisto prevede quasi infiniti stili, ognuno particolare ed efficiente a suo modo, ognuno da scoprire, da criticare o farci due risate sopra, da prendere da esempio per migliorare le proprie finanze. L'occhio che scruta il prezzo, le misurazioni dei vari mobili, la scelta del colore, il "ma questo ci starebbe meglio", "prendi una tazza in più dai, costa solo 99 centesimi", le tasche stracolme dei mini lapis dell'Ikea (meno male che lassù in Scandinavia ogni tanto ripiantano qualche albero)... ti riposi un attimo sui circa dieci mila divani e poltrone in esposizione con l'accattivante scritta "Sdraiti! Provalo!" così finisci a vedere il prezzo anche se hai già i tuoi tre divani in casa e improvvisamente ti giri verso il tuo carrello e ti accorgi che straripa. A forza di 9 nel prezzo!
Una cosa però mi rimarrà in mente: un bambino orientale di tipo un anno e mezzo o due si è messo tutto contento a guardare noi tre ragazze e sorrideva beato. A quel punto la mamma gli ha detto di salutarci, e lui dal seggiolino del mega carrello prima a fatto "ciao" con la mano, e poi si è inchinato! Sarà tornato a casa ancora più contento con il suo peluche a 2,99: l'Ikea non ha confini.

lunedì 29 settembre 2008

Valencia...tentando di andare a Madrid...

L'idea era quella di passare una giornata a Madrid. Nonostante gli 80 euro di treno infatti, avevamo l'opportunità di visitare la capitale spagnola, e diciamocelo, non capita poi tutti i giorni. Ci informiamo quindi sugli orari delle ferrovie e il nostro piano, anche ben architettato era quello di arrivare a Madrid verso le 10,30 di mattina e tornarcene a Valencia la sera con il treno delle 8,30. Andiamo al centro informazioni turistiche tanto per chiedere qualche dritta, magari le cose che proprio non potevamo perderci, o le zone più frequentate, cose così. La signorina molto tranquillamente ci dice che lei non dà informazioni riguardanti territori al di fuori della comunità valenziana. Ora, sappiamo bene che in Spagna hanno queste comunità indipendenti o pseudo indipendenti dal governo centrale di Madrid, però insomma! E' come se mi presentassi ad un ufficio turistico a Firenze per chiedere informazioni su Roma, e mi dicessero "Eh no, scusi sa, ma per noi la capitale non esiste!". Ma sarà possibile?!? Eppure ci hanno risposto praticamente così.
Non ci siamo comunque perse d'animo (gli ultimi giorni due compagni di viaggio, tra cui Mattia eheh, ci hanno abbandonato tornando in patria causa problemi con l'università, e siamo rimaste solo tre ragazze). Arriviamo la prima volta alla stazione...il treno è al completo! E vabbè. Ritentiamo una seconda volta...sciopero! Incredibile ma vero! Sempre più fiduciose e convinte che alla terza avremmo successo, raggiungiamo nuovamente la stazione (meno male che era sulla via di casa eheh) e...era sabato. Il sabato è fine settimana, e nel fine settimana i treni hanno orari diversi rispetto agli orari feriali, lo sanno tutti. A quel punto abbiamo rinunciato perchè saremmo dovute stare 6 ore in treno e solo 5 a Madrid, non avrebbe avuto molto senso.
Quando si dice la sfiga eh!

Ci sono ancora un paio di perle che vale la pena raccontare della vacanza, ma ne parlerò in un altro post. L'università è ricominciata e le lezioni sono piuttosto dure...ma si sapeva già, niente di nuovo.
Vi lascio con una canzone che ho scoperto ieri sera e che mi mette addosso un sacco di allegria! Nappy Roots (mi era sconosciuto fino a venti ore fa) con Good Day.

mercoledì 24 settembre 2008

Valencia - Giorno 3

Ho deciso di partire dal giorno 3, dato che è stato quello un pò più pregno di eventi. Mi scuserà la Vanessa se salto il giorno 2, che comunque verrà ricordato nei secoli a venire come il ventesimo compleanno più abbondante in paella della storia.

Ci svegliamo la mattina, o meglio, si sveglia la Vanessa, al suono disperato di due voci in fondo al corridoio che lamentose dicevano "Citteeeeee". (ndr: citte è il termine aretino per "ragazze"). Quei due coglioni di Mattia e della Martina si erano chiusi in camera e non riuscivano più ad aprire la porta... Io, bella addormentata, credendo che si riferissero alla porta di casa ho urlato nel sonno "Ci sono le mandate!" per informarli che bastava girare la chiave e si sarebbe aperta. In realtà era la loro camera da letto. Cosa si fa cosa non si fa? Quella porta proprio non ne voleva sapere di aprirsi. Abbiamo anche smontato la maniglia, abbiamo tirato botte su botte, ci siamo improvvisati Indiana Jones e McGyver iberici facendo passare gli oggetti di sopravvivenza da una finestra all'altra tramite una sciarpa, però sta porta non si apriva! Per evitare di farla in mille pezzettini (che avremmo poi dovuto ripagare di tasca nostra avendo affittato un appartamento) chiamiamo quindi il figlio del proprietario della casa, dato che avevamo il suo numero. Il signor Michel, e non Miguel (ci ha tenuto a precisarlo!) ci ha vivamente invitato a NON chiamare i pompieri; sarebbe venuto lui di persona in pochi minuti. Abbiamo poi scoperto a fine vacanza che PARE (ho seri dubbi al riguardo) che in Spagna chi chiama i pompieri spende 400 euro...chissà... Aspettiamo il caro Michel...anche lui fallisce miseramente con la porta. Giunge di conseguenza il momento dell'entrata in scena del fabbro! Tempo due secondi e la porta era aperta. Ha usato uno strano aggeggio che ha strofinato un pò nella serratura... Il fabbro l'ha pagato Michel, perchè la porta a quanto pare era già rotta da un pezzo. 80 euro risparmiati...

Passata così più di metà della mattinata, ci rechiamo verso il museo della scienza, l'enorme e nuovissimo museo della scienza.
Ma pensate che tutto sia andato liscio? Chiaramente no! Siccome era la mattina della sfiga, quando ci siamo fermati a prelevare al bancomat, la cara macchinetta si è ingollata la carta di credito di Mattia. Sarà lui che porta sfiga? Mah... Altra trafila quindi per riottenere la carta che non ci volevano ridare. Finalmente poi, in sostanza all'ora di pranzo (considerate che in Spagna si pranza alle 3 del pomeriggio) raggiungiamo questo benedetto museo! Bello, divertente, tecnologico, grande. Una bella struttura insomma.
Stanchissimi per proseguire all'Oceanografico (l'acquario più grande d'Europa), ci dirigiamo verso il circuito di Formula1 e il porto nuovo dell'American's Cup. Ed è qui che giunge la prima clamorosa figura di merda! Mattia (sempre lui eheh), esaltatissimo nel vedere tutti questi magazzini di Luna Rossa & Co. decide di suonare il campanello proprio a Luna Rossa. Il cancello blindatissimo si apre all'istante, ed escono fuori le guardie. Potete immaginarvi con quanta gentilezza gli abbiano detto di togliersi dalle palle all'istante! Ahahah! Noi ragazze nel frattempo ci eravamo girate e facendo finta di niente ce ne stavamo andando. Il poverino ci ha dovuto correre dietro infamandoci a gran voce per la nostra noncuranza, mentre le guardie erano ancora davanti al cancello per assicurarsi che l'ennesimo scocciatore di turno se ne andasse sul serio! Ahahah! Ecco qua il nostro eroe dopo il fattaccio.
Per la terza giornata di Valencia concludo qui.
Sto aspettando che la Martina mi consegni le sue foto e poi faccio un bel collage.

Un bacio ghiacciato.