
Sabato 9 e domenica 10 Aprile!!!
I dettagli sul sito di Casa Cenina.


Non mi succedeva di dormire per 15 ore da... mah, credo che sia la prima volta che mi capita. Torno così, assonnata, dal viaggio negli Stati Uniti. Un Houston - New Orleans che ha lasciato numerosi ricordi, tante risate e altrettante riflessioni. Città fantasma, kilometri infiniti di autostrade immense, ciccia ciccia e ancora ciccia, musica e gelida aria condizionata ovunque uno andasse. Un'America molto diversa da quella che ci si può aspettare. Già visitando Nashville era arrivata l'impressione che in realtà quello che noi sappiamo di questo grande e potente Paese è solo la superficie di quello che poi è veramente, ma visitando Texas e Louisiana ho definitivamente stabilito che gli Stati Uniti sono proprio strani e pieni di contraddizioni, e che il sogno americano non esiste quasi più.
Oserei dire che ora come ora il sogno americano si è trasformato nel sogno europeo, solo che ancora noi non ce ne siamo accorti. Fa sempre piacere constatare che quello che si vede nei film esiste sul serio, come per esempio le cheer leaders, le confraternite, il cappello da cow boy, halloween, i bicchieri rossi delle feste, la pizza avanzata del giorno prima e mangiata a colazione ecc., ma allo stesso tempo, una volta viste queste cose, dopo quei dieci minuti di contentezza e soddisfazione sopraggiunge l'amaro in bocca. Alla fine anche solo una schiacciata alla mortadella è meglio di tutti gli Stati Uniti messi insieme. Ne dovremmo approfittare per conquistare il mondo una seconda volta. Per adesso solo Radio Maria ci è riuscita (che ci crediate o no questa foto l'ho scattata nella nostra macchina a noleggio in un posto indefinito tra Lake Charles e Baton Rouge, Louisiana, USA):
Grazie a Vicenza. Grazie ai bigoli, alla polenta e al baccalà. Grazie ai cornetti alla crema della colazione in albergo. Grazie alla signora del bar e alle bariste. Grazie al San Daniele, panino col botto. Grazie al signore giapponese che ha piegato la carta della caramella in quattro e se l'è messa in tasca. Grazie alla signora che ha infranto la regola "non si accettano caramelle dagli sconosciuti" e si è mangiata quella offerta dalla vecchietta giapponese. Grazie ai vicini di stand per le bottiglie offerte, per i caffè offerti, per il burro cacao offerto e per... no, basta, non ci hanno offerto altro. Grazie a Damiano, a Fabio e a Giulia per averci portato fuori a cena, tra giovani, senza la Paola, che rimane comunque una professionista. Grazie alla signora che ci ha chiesto se si vendevano panini. Grazie a Giulio, sei diventato il nostro idolo e se ti abbiamo traviato chiederemo perdono a tuo padre. Grazie ai cartelli attaccati dietro la schiena con su scritto "Cassa" e "Cassa (carta di credito)". Grazie al Bartolini. Grazie alle coliche di Melman. Grazie a Karin per questo video. Grazie al golfino viola di Renato e al golfino viola del Fani. Grazie al 3 a 1 del Padova. Grazie al nostro"???". Grazie alla chiave smagnetizzata e al suo punto G (un caloroso saluto a Sesto Fiorentino). Grazie a "I Quaderni di Caterina". Grazie agli autografi di Michael. Grazie ha chi ha scoperto l'uso degli aerei come mezzi di trasporto. Grazie al Chenno del nord Italia. Grazie al fungo di Natale di Nandino. Grazie ai dolcini di Karin e Ton. Grazie a Ton, in generale. Grazie a chi ha speso più da noi che per i mobili di casa. Grazie agli invidiosi, pappappero. Grazie anche ai ladri. Grazie a chi ci conosceva ed è venuto a trovarci, e a chi ci ha conosciuto e verrà anche la prossima volta. Grazie a chi ha messo la firma sul nostro cartellone. Grazie a Marie e Bernadette per i cioccolatini, per le risate, per esistere. Grazie all'Eleonora che ride nel sonno. Grazie alla nebbia degli Appennini. Grazie al Tom Tom della Cristina. Grazie alle compilation di Stefano. Grazie al babbo di Giulio. Grazie a chi mi ha fatto usare la sua macchina. Grazie alla mia sorella adottiva che è arrivata prima e mi ha anche offerto la cena; la ringrazio pure per la fantastica guida. Grazie alle conversazioni in italiano-francese-inglese-spagnolo-tedesco-olandese-fiammingo-vicentino. Grazie allo speaker e a chi è andato a spostare la station wagon. Grazie alla steakhouse e al karaoke tirolese. Grazie a Giovanna e al suo gin seng. Grazie ai brindisi di fine giornata, quelli prima di pranzo, dopo pranzo, a metà pomeriggio. Grazie a Rakam. Grazie a chi ci credeva l'info point. Grazie ai cactus che non ho trovato. Grazie all'Elena per l'immagine che ha fatto struccare mamma dalle risate. Grazie a babbo che ha firmato al centro. Grazie al ricamo lasciato sull'Eurostar. Grazie al ricciolo monociglio. Grazie alle nostre meravigliose magliette. Grazie alla passata/cerchietto di Maria Concetta. Grazie a chi non ha pagato. Grazie a chi ha pubblicato per Il Castello. Grazie ai mariti-carrello. Grazie alla Roberta, anche se alla fine non siamo andati a salutarla. Grazie a chi si è messo a correre per avere il righello. Grazie a chi è rimasto al magazzino. Grazie ai giornalisti e alle interviste. Grazie all'autogrill senza cesso, senza pizza, senza panini e senza caffè. Grazie ai pass che non funzionavano. Grazie a chi non sapeva la strada. Grazie agli incontri in ascensore. Grazie a chi ricamava allo stand. Grazie per lo stand. Un grazie speciale a "Chi cazzo sei?" e a "Sono tre giorni che stai con noi ma ancora non sappiamo il tuo nome ed è troppo tardi per chiedertelo sennò facciamo una figura di merda".